Se c’è un luogo in Costiera Amalfitana dove il tempo sembra essersi fermato, quello è Palazzo Avino. Ma per l’estate 2025, l’hotel di Ravello – un tempo residenza nobiliare del XII secolo, oggi è icona dell’hôtellerie internazionale sospesa a 350 metri sopra il Golfo di Salerno – si presenta in una nuova veste come laboratorio di creatività, arte e interior design. Il merito va al progetto di restyling raffinato e poetico firmato dall’architetto Giuliano Andrea dell’Uva, che ha saputo innestare nuova linfa in uno dei luoghi più amati della Costiera, senza tradirne l’anima storica. L’obiettivo? Intrecciare memoria e contemporaneità, facendo dialogare la maestosità del passato con una visione intima e moderna dell’accoglienza.
Il cuore della trasformazione è la lobby, che abbandona il ruolo di semplice spazio di passaggio per diventare una sorta di prologo emozionale. Ad accogliere gli ospiti, infatti, c’è Ulysses, una grande installazione al neon dell’artista concettuale Joseph Kosuth, che incornicia con parole evocative — come Earth, Sailors, Tide, Comets, Heir — la vista spettacolare sulla costa. È un’opera che interroga sul senso del viaggio e del ritorno, mentre il design brasiliano Anni 50, selezionato da Nilufar Gallery, dialoga con l’architettura moresca del palazzo.
Ma il racconto non si ferma qui. L’intervento si snoda con sensibilità anche nel Caffè dell’Arte, dove l’atmosfera si fa più raccolta, quasi domestica. Qui, un raffinato omaggio alla convivialità ravellese prende forma grazie a William Kentridge: è sua l’icona metallica di Venere, posta come guida simbolica tra le sale del caffè. Tavoli in ferro e vetro realizzati da artigiani locali, sedute in midollino Anni 70, piante in vaso come quinte scenografiche, tutto concorre a evocare il fascino discreto di un giardino mediterraneo.
La visione di dell’Uva si compie pienamente nel terzo piano, dove le nuove camere celebrano la tradizione ceramica vietrese con pavimenti degradé dipinti a mano. Le tonalità marine conducono lo sguardo verso il paesaggio, che diventa parte dell’arredo stesso. I bagni, invece, rileggono l’estetica gotica di Ravello con archi ispirati alla facciata del palazzo, ceramiche decorative ispirate alla vicina Villa Rufolo e lavabi in onice e marmo.
In ogni stanza, anche numerose opere d’arte contemporanea arricchiscono il design degli interni. Tutte le opere presenti — da Kosuth a Kentridge, passando per le commissioni site-specific — sono frutto della collaborazione con la galleria Lia Rumma, da sempre punto di riferimento per l’arte contemporanea in Italia. Il progetto non si limita a decorare, ma trasforma l’hotel in una collezione viva, in continuo dialogo con il territorio e con i suoi ospiti.

E poi c’è The Pink Closet, la boutique curata da Mariella Avino, managing director e anima creativa del palazzo. Quest’anno ospita una capsule collection in edizione limitata firmata Madame Pauline Vintage, con abiti unici selezionati appositamente per l’hotel e nuove creazioni della linea cult Bandana.
«L’arte qui non è un’aggiunta decorativa», racconta Mariella Avino. «È parte della nostra identità. Riflette la nostra idea di bellezza e di ospitalità». Con le sue 43 camere, l’elegante beach club, la spa con vista panoramica e il ristorante stellato, Palazzo Avino resta un punto fermo dell’hospitality della Costiera. Ma quest’anno, sotto la luce nuova del progetto di dell’Uva, si presenta in una veste ancora più colta e attuale.
dove: Palazzo Avino, via San Giovanni del Toro 28, Ravello (SA)
tel. 089818181
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