Destinazione mare: la Liguria tra mostre, festival e produzione culturale

Complesso del Marina di Capo Nero, di Luigi Carlo Daneri, Sanremo. Foto Marco Introini, courtesy Festival Abitare la vacanza

Genova, con i suoi 40 km di litorale, la Liguria, la Costa Azzurra e le questioni di prossimità. E poi il turismo e l’architettura, l’arte e i progetti per il terzo luogo: a questo si è accennato, a giugno, nella città portuale italiana, e di questo si è parlato, a inizio luglio, a Varazze e Ospedaletti. Occasioni a km zero, necessarie per presentare due progetti territoriali di respiro internazionale: Jacopo Benassi Libero!, il format curato da Associazione BLU – Breeding and Learning Unit di Genova (con Fondazione Palazzo Ducale, Museo di Arte Contemporanea Villa Croce e NABA); Abitare la vacanza, il festival realizzato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Imperia e Savona. Diversi, ma complementari, entrambi gli eventi hanno evocato tra le righe dei loro palinsesti l’esperienza di Gio Ponti, sulla quale si impegnano a tornare a ottobre, con nuovi appuntamenti.

«C’è infatti una famosa lezione, tenuta dal maestro nel 1942, presso la Direzione Generale per il Turismo e l’ENIT», svelano Gloria Bovio, Andrea Canziani, Emanuele Piccardo, curatori del festival  dedicato alle architetture della vacanza, «che invita a riflettere sul significato di turismo. Diceva Ponti: «Mentre in altri paesi è un fatto alberghiero, in Italia il turismo è un fatto di cultura. Un’esperienza formativa per gusto e intelletto, strettamente connessa al viaggio». Turismo dunque come opportunità educativa, non come fenomeno di consumo. Visione lungimirante, purtroppo smentita dal successivo boom economico degli anni Sessanta, che trasformò il turismo in un fenomeno di massa», sottolinea il team curatoriale. Da qui l’idea di attivarsi lungo la costa ligure, da Varazze a Ospedaletti, per allungarsi poi, in autunno, tra la Côte d’Azur e il Var, a Mentone e Hyères. L’obiettivo? Riscoprire come il tempo libero dagli anni sessanta in poi, ha modellato paesaggi, immaginari e forme dell’abitare.

Destinazione mare: la Liguria tra mostre, festival e produzione culturale
Opera di Jacopo Benassi. Courtesy Fondazione Palazzo Ducale Genova

«Da allora non è cambiato molto a livello costruttivo: ambiamo sempre alla seconda casa. Semmai è cambiata le gestione del tempo: ci stiamo di meno. Ma abitare vuol dire restare nei luoghi, non attraversarli: casa è dove si sta».

Francesco Cavalli, socio fondatore dello studio milanese LeftLoft, che insieme a Laura Lecce, curatrice d’arte, e Annalisa Gatto grafica, proprio a Genova un paio di anni fa ha attivato l’associazione BLU, è più che mai convinto del suo sillogismo: «Restare vuol dire far accadere le cose. Ed è proprio su questo che noi agiamo», facendo formazione, muovendo cultura. Centrale nel loro impegno, il sostegno a pratiche artistiche (non estrattive) capaci di attivare relazioni autentiche con i contesti in cui si inseriscono. «Lavoriamo con un approccio curatoriale aperto e multidisciplinare per sostenere la produzione di creativi emergenti, facilitare le connessioni, attivare contesti di ricerca».

Destinazione mare: la Liguria tra mostre, festival e produzione culturale
Cappella del Doge, Genova. Opera di Jacopo Benassi. Courtesy Fondazione Palazzo Ducale Genova

L’esperienza più recente, vede protagonista proprio l’artista spezzino Jacopo Benassi che per un mese ha trasferito il suo studio negli spazi di Palazzo Ducale e sperimentato un tipo di residenza concepita come un atelier aperto al pubblico. L’opera prodotta sarà presentata all’interno di un’antologica a lui dedicata e curata da Francesco Zanot per poi entrare a far parte della collezione permanente del Museo di Arte Contemporanea Villa Croce (Palazzo Ducale, dal 12/07 al 14/ 09). Ed è ancora il tempo, la variabile di progetto attorno alla quale far ruotare la creatività: «Ma il tempo da solo non basta. Deve essere quello giusto, utile per intrecciare relazioni e connessioni con il territorio e le persone che lo abitano». Stare dunque, lo diceva Ponti, come esperienza e opportunità educativa.

Destinazione mare: la Liguria tra mostre, festival e produzione culturale
Florìda, Genova. Foto Francesco MIgliorin

E stando a Genova, non possono sfuggire alcune realtà interessanti, che vale la pena darsi il tempo di avvicinare. Lo Studio Florìda, per esempio, nella piazzetta dei Fregoso, un po’ studio condiviso, un po’ residenza artistica, è un luogo di scambio. Fondato da Fausto Montanari e Stefano Boccardo, ospita progetti site-specific, momenti di apertura pubblica, residenze e interventi partecipativi. Il Fu Olivetti, poco distante, spazio-laboratorio dedicato alla stampa, al disegno e alla produzione artistica. Qui Carlos Lalvay Estrada, artista e illustratore ecuadoriano, porta avanti il suo progetto Pica Pica, intrecciando esperienze di immigrato, linguaggi visivi ancestrali e ritualità che flettono sotto il peso della burocrazia. Ancora: Amanda e Palazzo Bronzo, due spazi artistici di riferimento per la scena culturale indipendente genovese, impegnati entrambi in pratiche di mutualismo culturale e di rigenerazione urbana.

Destinazione mare: la Liguria tra mostre, festival e produzione culturale
Mostra Mark Dion. Galleria Pink Summer, Genova

L’istituzionale Pinksummer, di Antonella Berruti e Francesca Pennone, galleria d’arte contemporanea all’interno di Palazzo Ducale, che rappresenta artisti del calibro di Tomas Saraceno, Armin Linke, Giovanni Ozzola e Luca Trevisani. «Qui la comunità ha bisogno di persone, tanto quanto il territorio ha bisogno di progetti», il warning di Francesco Cavalli. «Il mio è un invito a riflettere insieme sulle potenzialità delle città medie, le città dei margini, e a far emergere nuovi punti di osservazione e di conversazione sul futuro del nostro stare nel mondo. Partendo da qui, dal Mediterraneo», e dall’impatto del cambiamento climatico sulle coste che il mare lambisce.

Il discorso torna architettonico, perché è proprio sugli edifici collettivi della vacanza che si è concentrata la seconda edizione del festival ligure Abitare la vacanza: «A fare da sfondo al festival due esempi emblematici di architetture del tempo libero della costa ligure. Da un lato i complessi residenziali Capo Pino e Capo Nero (1952-1972), progettati da Luigi Carlo Daneri tra Sanremo e Ospedaletti, che hanno segnato un passaggio fondamentale nel modo di concepire l’abitare la vacanza, dalla casa unifamiliare al modello collettivo. Dall’altro, il piano urbanistico e le realizzazioni di Ignazio Gardella e Marco Zanuso per Piani di Invrea a Varazze (1958-1963), testimonianze di una nuova concezione della vacanza non più confinata all’estate, ma estesa all’intero arco dell’anno». Partire dall’analisi di queste importanti architetture di abitare collettivo per mappare e analizzare come si sono attuate le trasformazioni del paesaggio costiero.

«Questi due esempi insieme a quanto abbiamo visto accadere lungo le coste, ci dicano chiaramente che la presenza e il dialogo con la Natura è la soluzione che ci dà gli esempi migliori. Non siamo più in quel mondo che vedeva il progresso rappresentato solo dall’architettura e dalla costruzione», dice Gloria Bovio. Occorre allenare lo sguardo, darsi il tempo di cambiare il punto di vista. «Roberto Bobbio, urbanista e docente all’Università di Genova», riprendono Andrea Canziani ed Emanuele Piccardo, «ci ha mostrato come oggi il paesaggio non abbia nulla di naturale. Lo ha fatto mostrandoci le fotografie di come l’uomo, con piccole azioni continue, ha colonizzato l’accesso al mare. Anche attraverso visite guidate, ad esempio a Bordighera, alla residenza per i lavoratori dell’ATM di Giancarlo De Carlo, un’architettura che testimonia che spostarsi dalla linea della costa nell’entroterra è possibile: il mare lo vedo, ma è distante».

Destinazione mare: la Liguria tra mostre, festival e produzione culturale
Autogrill di Varazze di Angelo Bianchetti. Foto Gaia Cambiaggi, courtesy festival Abitare la vacanza

Da ottobre a gennaio, Abitare la vacanza migra in Francia, a Mentone, a Hyeres e poi a Marsiglia. Così anche la piattaforma di Blu che, nello stesso periodo, nel capoluogo ligure attiverà Learning from the present, il suo festival diffuso. Se il primo scivola lungo la costa per riflettere su cosa è successo in territorio francese («a noi interessa capire le dinamiche di sviluppo, come entrambi i paesi hanno protetto in maniera uguale o differente il loro paesaggio»); il secondo atterra in luoghi diversi: una biblioteca, una scuola agraria, una bocciofila, quindi un parco, una balera, uno stabilimento balneare («mescoliamo destinazioni d’uso e generazioni, perché c’è un sapere che è il sale di questa terra e che rischia di scomparire»).

Perché è importante tornare agli anni Sessanta e ripartire da Gardella, Zanuso, Daneri? Per capire e svelare le eccellenze annegate nel consumo dell’overturism: la ceramica di Albissola e la storia della Chiavarina, i velluti e la nautica, sino alla produzione culturale di oggi. E ricordare che le buone pratiche, nell’arte come nell’architettura, sono quelle che sanno fare un piccolo passo indietro.

Living ©RIPRODUZIONE RISERVATA

L’articolo Destinazione mare: la Liguria tra mostre, festival e produzione culturale sembra essere il primo su Living.

Deixe um comentário

O seu endereço de e-mail não será publicado. Campos obrigatórios são marcados com *

Rolar para cima